La posizione della UIL Poste e della SLC-CGIL
Recentemente, le Organizzazioni Sindacali UIL Poste e SLC-CGIL hanno sollevato importanti preoccupazioni riguardo le assunzioni effettuate sulla Rete Corriere. Nonostante l’azienda sostenga di operare in conformità con le regole delle Politiche Attive, emerge una problematica cruciale: l’introduzione di un periodo di prova per lavoratori e lavoratrici stabilizzati dalle graduatorie già esistenti.
Le motivazioni dell’azienda: reale necessità o precarizzazione?
L’azienda giustifica tale scelta parlando della creazione di una “nuova figura professionale” che, data la natura dei carichi di lavoro, richiederebbe sorveglianza sanitaria. Tuttavia, le Organizzazioni Sindacali ritengono questa spiegazione priva di fondamento e temono che nasconda, in realtà, un ulteriore tentativo di precarizzare le condizioni lavorative.
È importante sottolineare che i lavoratori in questione hanno già dimostrato la propria idoneità svolgendo attività simili attraverso contratti a tempo determinato, ed è proprio grazie a questo impegno che sono entrati nelle graduatorie utilizzate per le attuali assunzioni. La richiesta di un ulteriore periodo di prova appare, dunque, una misura ingiustificata che aumenta l’incertezza e la pressione sui lavoratori, esponendoli a rischi e responsabilità che non rientrano nelle previsioni contrattuali.
Nessun riferimento contrattuale al periodo di prova
Le Organizzazioni Sindacali evidenziano, inoltre, che nessun accordo riguardante la neo-costituita Rete Corriere o la gestione delle Politiche Attive fa riferimento a un simile periodo di prova. Pertanto, tale decisione rappresenta un’iniziativa unilaterale dell’azienda che non trova precedenti nella gestione passata.
Diffida e tutela dei lavoratori
Alla luce di quanto esposto, le Organizzazioni Sindacali hanno inviato una chiara diffida all’azienda, invitandola a ripristinare il rispetto delle norme contrattuali e legislative. Garantendo la massima attenzione e tutela, i sindacati assicurano pieno supporto ai lavoratori e lavoratrici che dovessero subire eventuali conseguenze da questa condotta aziendale.
È fondamentale che aziende e lavoratori collaborino per un ambiente di lavoro equo e stabile, evitando azioni che possano minare diritti e sicurezza occupazionale.